SPETTACOLI MULTIMEDIALI
Per collaborazioni e informazioni relative alla replica di ognuno degli spettacoli, o per nuovi allestimenti contattatemi qui
LE STRADE DELLA MEMORIA
Spettacolo multimediale per riflettere sul significato di Memoria oggi...
Il XX secolo è stato per molti “il secolo dei Genocidi”,
dove alle atrocità tipiche di ogni conflitto armato si sono aggiunte intenzioni crude e organizzate di sterminio umano, spesso sistematico e pianificato in autentiche “macchine di morte”.
Una Ideologia deformata ha permesso che interi popoli venissero letteralmente eliminati, senza scrupoli e con la crescente indifferenza del Mondo, dove milioni di “spettatori” assistevano inermi e ignavi a violenze di ogni genere.
Armenia, Germania, Cambogia, Ruanda, ex Jugoslavia, Argentina, ex Unione Sovietica, Guatemala: il mondo intero divenne teatro di tragedie che la Memoria ha il dovere morale di non e non far dimenticare.
IO SONO LEI
Uno spettacolo per riflettere sulla volenza contro le donne attraverso musica, testimonianze e immagini.
Un’occasione per
rendere omaggio ad una data,
il 25 novembre, che vorremmo non fosse
mai più celebrata.
In occasione della giornata Nazionale contro la Violenza sulle Donne, uno spettacolo multimediale di grande impatto emotivo, dove parole, musica e immagini si fondono in uno spaccato drammatico della società contemporanea.
Liberamente ispirato da “Io sono Una” della scrittrice inglese Una e “Stai zitta” di Michela Murgia
LA STELLA DI ANNA
Uno spettacolo multimediale per riflettere sul significato della Memoria attraverso gli occhi ed i racconti di una delle martiri della Shoah
Liberamente ispirato a “Il diario di Anna Frank”
In occasione della giornata della Memoria, un nuovo spettacolo incentrato sull’opera di Anna Frank, per non dimenticare mai la tragedia dell’Olocausto, per entrare nella dimensione quotidiana che le parole di Anna sanno regalare ad ogni ascoltatore, per immergersi in quei momenti, quei giorni, quegli stati d’animo.
ALABASTER, l’Elfo che salvò il Natale
Racconto di Natale per Voce Recitante e Orchestra d’Archi
Liberamente ispirato a “La Lettera speciale” di G. Bissiri
È un Natale come tanti, e la piccola Grace si appresta ad
immergersi nelle magiche atmosfere che più preferisce, tra
regali, giochi e frementi aspettative! Ma una forza sconosciuta si
affaccia all’orizzonte mettendo il Natale in grave pericolo,
e solo una grande impresa potrà sconfiggerla .
Per salvare la Valle d’Inverno, il Natale e la Fantasia di tutti i
Bambini, Grace vivrà una grande avventura, nella quale
fantasia, amicizia e magia si uniranno per riportare a casa
Alabaster, un vecchio amico di Babbo Natale che custodiva un grande
segreto …
Partecipano il mozArt Ensemble & la Chieri Grande Orchestra con i Docenti della mozArt Scuola di Musica
CANZONI D’AUTORE, D’AMORE e DISAMORE
Un viaggio nella musica d’autore italiana e internazionale, cantando l’amore ma non solo!
Con la partecipazione di
Lorenzo Orlandini Voce e narrazione
Simone Zoja Pianoforte & Fisarmonica
Gian Franco Nasso Basso & Contrabbasso
MUSICA … in cerca d’Autore
Una serata all’insegna della Musica d’Autore del repertorio Classico e Moderno italiano e Internazionale in versione acustica.
Un concerto-spettacolo incentrato sulla musica d’autore. Un piccolo omaggio alle più belle canzoni del repertorio italiano, per unire passato e presente all’interno di un’unica cornice musicale.
C’ERA UNA VOLTA … LA MUSICA
Le più belle colonne sonore della storia del Cinema.
Spettacolo multimediale per voce recitante, pianoforte e due violini.
Quando si parla di una Storia, due sono i fattori da sempre
imprescindibili: qualcuno che la racconti e qualcuno che la
ascolti. E di Storie quante ne sono state scritte nei libri, nei
film, nei cinema e nei teatri; ogni Storia ha la sua casa, la sua
trama, la sua morale e la sua colonna sonora.
In questo spettacolo
tante Storie saranno raccontate, storie antiche, favole con o senza
lieto fine, storie lontane e storie più vicine, e a
raccontarle è la Musica, attraverso le note che hanno
accompagnato quelle stesse Storie vestendole di sensazioni, ricordi
ed emozioni.
Una passeggiata tra gli autori più celebri, da
H. Mancini ad E. Morricone, passando per Nino Rota fino ad arrivare
a N. Bacalov.
E come ogni inizio che si rispetti …
C’era una volta … il Cinema!
CLAUS, la vera storia di Babbo Natale
Racconto di Natale per Voce Recitante e Orchestra d’Archi
Liberamente ispirato a “Vita e avventure di Babbo Natale” di F. Baum
È la notte della Vigilia, e Max attende l’arrivo di Babbo Natale; fuori la città è immersa nel silenzio freddo della neve, ogni casa aspetta che si compia la magia più attesa da tutti i bambini. Ad un certo punto, il pupazzo di neve che Max aveva fatto in giardino prende vita e per il nostro protagonista inizia così una magica avventura che lo porterà ai confini della sua fantasia.
Partecipa la GRANDE ORCHESTRA mozArt con i Docenti della mozArt Scuola di Musica Natale” di F. Baum
Racconti di Neve, il più bel sogno del Natale
Racconto di Natale per 2 Voci Recitanti e Orchestra d’Archi
Liberamente ispirato a “The Snowman” di R. Briggs
È la notte della Vigilia, e Max attende l’arrivo di Babbo Natale; fuori la città è immersa nel silenzio freddo della neve, ogni casa aspetta che si compia la magia più attesa da tutti i bambini. Ad un certo punto, il pupazzo di neve che Max aveva fatto in giardino prende vita e per il nostro protagonista inizia così una magica avventura che lo porterà ai confini della sua fantasia.
Partecipano la Concept Young Orchestra, la Concept Junior Orchestra, il mozArt Ensemble, la Chieri Grande Orchestra e i Docenti della mozArt Scuola di Musica
Urban Concert
ATTO I: BERLINO
SUPERSHOCK VS SIMONE ZOJA
Le immagini della Berlino...
...storicamente distrutta dopo la Prima Guerra Mondiale e della Germania patria di capolavori della cinematografia muta.
Quando il bianco e nero delle immagini passa dal cinema alla storia,
quando un capolavoro si lega ad un ricordo,
quando il rock incontra la classica e non sa perchè ma si può fare,
eccome se si può.
Per non dimenticare
in occasione della Giornata della Memoria
Memoria e Ricordo insieme...
...in uno spettacolo multimediale dove immagini e musica si intrecciano per non dimenticare.
Presentazione di Gino Anchisi
Musiche di Simone Zoja
Elaborazioni video di ISABELLA MARTINELLI
Con la partecipazione di Alessia Bertolami e Rossella Tucci - Violini
Voyage
Il Viaggio oltre l'Impossibile
Un viaggio attraverso altri viaggi...
...con le immagini che cavalcano le note del Concept Duo, con pianoforte, marimba, synth e batteria intenti ad intrecciare ogni tipo di sonorità mai casuale, ogni nota mai banale.
Costruito sul capolavoro cinematografico di G. Méliès "Voyage à travers l'impossible" del 1904 sonorizzato dal vivo.
Concept Duo
Simone Zoja pianoforte e synth
Alan Brunetta batteria e marimba
ISABELLA MARTINELLI Elaborazioni video
PROGRAMMA
I. Introduzione e Il Viaggio astrale
II. Viaggio nella Storia
III. Viaggio attraverso l'impossibile
Christmas Bell
liberamente ispirato a “Polar Express” di C. C. Allsburg
Benjamin è un bambino...
...che ha smesso di credere a Babbo Natale ed alla favola della letterina; sarà stata colpa del suo compagno di classe Theodore – determinato e disilluso – o forse solo del fatto che quado il tempo trascorre si smette di credere nelle favole.
Ma la notte di Natale, nonostante abbia escogitato un piano per scoprire chi porta realmente i giocattoli a lui ed alla sua sorellina più piccola, Benjamin vivrà una delle più fantastiche avventure della sua vita, conoscerà nuovi amici, scoprirà segreti e ritroverà la bellezza del Natale al termine di un viaggio sul magico Treno che porta al Polo Nord … e il suono del campanellino non lo abbandonerà mai più.
Il sorriso della luna
CortoCircuitiSonori a spasso per il cosmo nella notte delle stelle.
I CortoCircuitiSonori prendono nuova vita sulle meravigliose immagini del cosmo tratte dai più moderni telescopi ad altissima risoluzione. 4 note su cui costruire un Universo di suoni e immagini.
LA TERRA - si b
CortoCircuitoSonoro 1
W. A. Mozart: Sonata k 333 in si b maggiore – III tempo
G. Gershwin: Rapsodia in blu – Preludio n. 1 in si b maggiore
MARTE - sol
CortoCircuitoSonoro 2
G. F. Haendel – S. Zoja: Passacaglia in sol minore, tema e variazioni
I. Albeniz: Asturias (Leyenda)
LA LUNA - do #
CortoCircuitoSonoro 3
L. van Beethoven: Sonata “Al chiaro di luna” in do # minore
S. Rachmaninov: Preludio in do # minore
G. Gershwin: Preludio n. 2 in do # maggiore
IL SOLE - mi b
CortoCircuitoSonoro 4
F. Schubert: Improvviso op. 90 n. 2 in mi b maggiore
G. Gershwin: Preludio n. 3 in mi b minore
S. Zoja: improvvisazioni su “Les fuilles mortes” e “Summertime”
rappresentato a: Torino (Circolo dei lettori, Palazzo Capris), Castel di Fiori (Umbria)
Regia, Pianoforte, Synth: Simone Zoja
Proiezioni Video - Montaggio: ISABELLA MARTINELLI
Service audio - luci: Compagnia Altrimaestri
Sette Tempi
Il Tempo nelle sue diverse Forme
Parlare del Tempo...
... – in generale o nel particolare – non è affatto semplice poiché è quello che si può definire “campo aperto” sopra il quale studiosi, filosofi e artisti hanno cercato, immaginato e provato a regalarci idee e punti di vista, mescolando il tempo del presente con il passato, giocando con la costruzione del futuro e immaginando un’eternità fatta di attimi prevedibili e conseguenti. Assomiglia più ad un gioco, ma di quelli creati dall’uomo e calzati a pennello: quindi c’è ragionamento, c’è logica, c’è “progetto” – se non fosse altro che il legame tra il secondo che precede il successivo – e di conseguenza tutto l’universo che ci abita in mezzo – è puro mistero.
Ho provato allora a creare un’alternativa, a cambiare gioco: vi regalo non il Tempo in sé ma delle Forme del Tempo; magari sono solo alcune, magari ne dimentico altre, ma quelle scelte questa sera racchiudono alcune delle “differenti velocità” che animano ogni singolo momento della vita di tutti noi.
Introduzione
S. Zoja: Time
Il Tempo della Storia
D. Shostakovic: Romance & Valzer n°. 2
Il Tempo della Memoria
S. Zoja: Lost
Il Tempo della Paura
K. Jenkins: Palladio
Il Tempo della Solitudine
M. Tariverdiev: Notturno
Il Tempo della Notte
Yiruma: My heart sent to you
Il Tempo della Natura
F. Mendelssohn: On wings of song
Il Tempo della Civiltà
G. Sviridov: Time forward
Concept Ensemble
Violini: Ludovica Escoffier, Giulia Tucci, Ilaria Zasa, Camilla Maina, Chiara Tomassetti
Violoncelli: Pietro Defeudis, Valentina Ferrero
Pianoforte: Simone Zoja
Elaborazioni video: ISABELLA MARTINELLI
Testi e Programma Musicale: Simone Zoja, Filippo Santoni de Sio, Sergio Culicov
Magia d'Inverno
liberamente ispirato alla Regina della Neve di H. C. Andersen
"Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti assieme dietro ai vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo".(Dino Buzzati)
Nostalgia di Natale
Uno spettacolo per riflettere sul sapore del Natale
Che cos’è il Natale?
O meglio, qual è il suo significato?
Quale senso attribuire,
come spiegare quelle sensazioni contrapposte,
da un lato la gioia quasi imposta,
dall’altro quel velo di malinconia,
tipico peraltro di molte famose storie natalizie?
Stephan è un musicista di strada che tante storie ha visto
nei suoi anni dedicati alla musica.
Forse lui può offrire delle risposte.
Una sola parola forse le racchiude.
Ed è Nostalgia.
con:
Gian Franco Leone, Direttore
Elena Casottana, violino
Serghei Culicov, violoncello
Simone Zoja, pianoforte
Alessandro Laganella, percussioni
Aldo Marietti, basso elettrico e corno
Alice Enrici, voce
Valentina Nebulone, flauto traverso
Primo e il pozzo
La Memoria della Shoah
Che cosa significa “ricordare” oggi?
Il tema della
memoria è quanto mai attuale nello sviluppo della
socialità quotidiana, anche se troppo spesso si ritrova ad
assumere tratti molto istituzionali piuttosto che più
calzanti connotati emotivi di vera riflessione.
“Primo e il
pozzo” vuole essere un omaggio alla storia passata che viene
dal presente; è uno sguardo critico verso eventi certo
conosciuti, ma che vuole evidenziare più quella sfuggente
emotività rispetto al procedere cronologico più
propriamente didascalico.
Due dimensioni si scontrano continuamente
nelle tre diverse parti che formano il cine.concerto.
Nella prima,
“La guerra, marcia di avvicinamento”, vengono rivelati
i momenti di avvicinamento alla persecuzione ebraica, e le immagini
trasudano di aspettative mal riposte e facili entusiasmi. Con la
musica (con il brano “D. U. C. E.) invece, intendo rivelare
l’occhio del presente, critico e disilluso, anche se pronto
ad ammirare tanta forza positiva nata forse dalla rivalsa storica
che ha permesso tutto questo.
La dichiarazione di guerra, primo
momento sonoro, prelude alla seconda parte, “La
tragedia”, e seppur cadendo in facili titolazioni, non riesco
a trovar dicitura più indicata. Lo sterminio degli ebrei,
(ma non solo) via via più sistematico, è illustrato
con immagini forti, che l’amico Filippo Santoni de Sio,
indispensabile collega, ha minuziosamente scelto perseguendo il mio
stesso obiettivo illustrativo. Cinque sono i capitoli della
proiezione (il tempo del Ghetto; gli eccidi nell’Europa
Orientale; le due guerre degli italiani; lo sterminio degli zingari
e gli “altri” olocausti; la soluzione finale), ma qui
il rapporto immagini—musica si rovescia totalmente. La
durezza quasi necesaria del video danza sulla musica tradizionale
ebraica, dal sapore festante. Lo scontro crea stridio interiore.
L’ultima parte è sicuramente la più
significativa: “La memoria”. Il presente parla al
passato, due dimensioni si incontrano e si interrogano. Il punto di
vista è quello di una generazione giovane che vive in un
altro tempo fatto di necessità nuove e diverse.
La canzone
“Primo e il pozzo”, scritta da Filippo Santoni de Sio
per l’occasione, e che con vero piacere ho elevato a titolo
dello spettacolo, è una riflessione vera al di là del
solito qualunquismo impersonale, quasi un grido ed una pretesa: non
dimenticare ogni giorno ciò che è stato, per dare un
significato a coloro che vissero quelle esperienze, e permettere
così che non siano solo “...note ad una pagina di
storia, non esser vivi solo il giorno alla memoria …”.
Giuseppe Ferrara, con la sua intervista, ci offre un inestimabile
contributo relativo alla propria esperienza diretta di guerra,
campi di lavoro e di concentramento, uno spaccato di un’epoca
che sta gradualmente perdendo i suoi diretti rappresentanti. Le
foto che concludono lo spettacolo sono più
“presenti” che mai, le ho scattate durante una delle
visite che ho dedicato ad Auschwitz nel 2007, per creare un ultimo
ponte tra ciò che era e ciò che rimane oggi di quella
tragica esperienza. Il bianco e nero delle foto pare inevitabile
conseguenza di ambienti che, per ragioni conosciute, hanno perso
ogni voglia di colore.
S.Z.
Racconti dall'oceano
liberamente ispirato a "Novecento" di A. Baricco
“Non sei fregato veramente finchè...
...hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla.”
L’Oceano è da sempre, tra cinema e letteratura, il
simbolo dell’ignoto.
La Musica è anima indipendente,
spesso al servizio di immagini, in un continuo dialogo espressivo.
Ma cosa può succedere se il Teatro si affaccia curioso in
questo dialogo? Nasceranno allora racconti musicali che profumano
di Cinema, o colonne sonore di teatro. Storie nuove che ne evocano
altre, Racconti di letteraria ispirazione.
Sera d'artista
Amore, Impegno, Pensiero, Scherno in canzoni d'autore.
Piccola Orchestra ALTRIMAESTRI e la canzone d’autore
Tre Maestri di Musica e un Professore di Filosofia interpretano brani del repertorio della canzone italiana, con qualche incursione nel teatro canzone e alcuni brani inediti.
Con la partecipazione di Alessia Bertolami (violino), Edoardo Moccia (chitarra elettrica e acustica) Massimo Zuccaro (fisarmonica), Matteo Basei (tecnico audio - video)
Musiche di Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Francesco De Gregori, Giorgio Gaber, Sergio Cammariere, Claudio Sanfilippo, Daniele Silvestri, Paolo Conte, Vinicio Capossela, Francesco Guccini, Filippo Santoni de Sio.
Due Sponde
Racconti a futura memoria sulle guerre balcaniche
Un’occasione per riflettere...
...sul significato della memoria oggi, una riflessione sul concetto di umanità, distanza e responsabilità nelle catastrofi politiche.
La giornata della memoria si fonda su un’idea semplice: c’è qualcosa che sta di là, e che si deve ricordare. E ci siamo noi, di qua, che dobbiamo ricordarlo. Ciò che si deve ricordare sta di là perché è accaduto in un altro luogo – i campi di sterminio nazisti – e in un tempo ormai lontano – gli anni quaranta del secolo scorso – ad opera di feroci nemici dell’umanità ormai sconfitti: Hitler e Mussolini. Sta di là anche perché, come non ci si stanca di ripetere, la Shoah è un fatto unico, indicibile, forse incomprensibile. A noi che stiamo di qua, nell’Italia liberata e democratica del XXI secolo, incombe il dovere di ricordare, almeno una volta all’anno, quegli orrori, perché non accadano più. Nel luglio del 1995, a Srebrenica, in Bosnia Erzegovina, si è consumato il più grave genocidio del ‘900 dopo la fine della seconda guerra mondiale. Alcune migliaia di bosniaci sono stati massacrati a sangue freddo, a pochi chilometri dal confine italiano, raccolti in una “zona protetta” per iniziativa delle “forze di pace” occidentali, per mano di leaders spregiudicati, animati da strategie politiche criminali i cui esiti sarebbero dovuti esser chiari da anni. Il tutto sotto lo sguardo delle tv di tutto il mondo. Di questo, però, nessuno di noi ha davvero memoria. Com’è stato possibile? Non potrebbe darsi che ricordare in modo troppo enfatico e retorico il male che sta di là abbia in qualche modo contribuito a togliere dal nostro sguardo quello che sta di qua? E se così fosse, che cosa dovremmo fare della nostra idea di memoria? Come dovremmo celebrare le nostre giornate della memoria?
Filippo Santoni de Sio
Lo spettacolo
I. I carnefici - Un Processo.
Il primo capitolo dello
spettacolo - I carnefici, Un Processo - è un dialogo tratto
dal libro Imputato Milosevic di Massimo Nava e descrive gli
argomenti più scomodi usati dal l’ex Presidente nella
sua “autodifesa” presso il Tribunale Internazionale
(dialogo scritto da Filippo Santoni de Sio).
II. Le vittime - Tre Racconti.
Il secondo capitolo - Le vittime, Tre Racconti - intende
regalare gli stati d’animo di tre personaggi diversi (un
soldato, un sopravvissuto ed un bambino) che hanno vissuto la
guerra dal proprio punto di vista. I racconti sono tratti da La
guerra in casa di Luca Rastello e Cartolina dalla fossa di Emir
Suljagic (adattamento di Simone Zoja). Musiche di Simone Zoja,
interpretate da Alessia Bertolami e Martina Mancuso, violini -
Simone Zoja, pianoforte e synt.
Segue l’intervento di Filippo
Santoni de Sio (III. Gli spettatori - Una Riflessione), il quale
esplorerà la storia delle guerre balcaniche interrogandosi
sulle numerose contraddizioni e proponendo alcuni spunti quanto mai
attuali. La canzone “Due Sponde” (parole e musica di
Filippo Santoni de Sio, Massimo Zuccaro alla fisarmonica) riflette
sui concetti di umanità, distanza e responsabilità in
questa catastrofe politica e umana.
“Due Sponde”
è il terzo capitolo che chiude la Trilogia sulla Memoria
che, insieme al Prof. nonché amico Filippo Santoni de Sio,
ho curato per regalare al pubblico pillole di “memoria
conoscitiva”, attraverso spettacoli che si muovono verso
punti di vista nuovi. Come sia nel capitolo I (dal titolo
“Primo e il pozzo”, sulla Shoàh, 2008) che nel
capitolo II (“Dal Buio”, sulla desaparecion, 2011),
sarà il brano “Per non dimenticare” op. 1 per
pianoforte e 2 violini a salutare la scena, come ideale filo
conduttore musicale di un tema che mai dovremo smettere di
interpretare.
Simone Zoja
Guerra d'autore
Quando la canzone d'autore interpreta storici scenari.
Cos’è la Guerra?
Le definizioni si sprecano, e la
letteratura offre spunti molteplici, grande illusione,
conversazione violenta, sconfitta totale, duello su vasta scala,
sola igiene del mondo, invenzione e non istinto, violento mestiere,
fonte di tutte le arti.
Spesso accade che filosofi meno classici ma
altrettanto pungenti, i cantautori, dedichino alcune delle proprie
perle musicali a questo tema, così forte e pericoloso, un
tema che invoca schieramento, un argomento che annuncia battaglia
di idee e presupposti.
«Guerra d’autore» è
anche un omaggio musicale ad immagini di repertorio, che incontrano
così poesia e musica, verso una moderna concezione di arte
totale, perché la memoria viva non solo nella cultura del
presente, ma anche in quella del futuro.
Passacanto Ensemble: Lorenzo Orlandini chitarra e voce, Alberto Bullio chitarra, Bati Bertolio fisarmonica
Con la partecipazione di Emma Salizzoni e Marta Amico (violini)
Dal buio
Un Prologo e tre colori contro la desaparición
Spettacolo multimediale con proiezioni e musica dal vivo.
Un'occasione per riflettere sul significato della memoria oggi,
un omaggio alla memoria non solo dei pochi ma anche di tutti gli altri.
Le Giornate della Memoria pongono alcuni gravi problemi. In primo luogo, esse dovrebbero essere uno strumento di conoscenza. Ma non si può ricordare ciò che non si sa. Molti, per fortuna, ormai sanno qualcosa sulla Shoah, ma pochissimi sanno delle continue gravissime e sistematiche violazioni dei diritti umani avvenute in altri luoghi, in tempi più recenti, a volte con metodi simili e altrettanto ripugnanti di quelli nazisti. Il secondo problema è come utilizzare la conoscenza e la memoria. Oggi che il numero dei sopravvissuti alla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale si fa sempre più esiguo, la responsabilità di mantenere vive le loro testimonianze pesa in modo più forte e grave sulle nostre spalle. Istituito di recente, il Giorno della Memoria, rappresenta il modo più diretto e immediato per rispondere a questa preoccupazione. Ma le cerimonie ufficiali, si sa, tendono presto a cristallizzarsi in eventi rituali sempre uguali a se stessi. Con il rischio di non trasmettere più il senso di che cosa si sta ricordando e perché. Se è il male politico che si vuole conoscere e ricordare, se è per tener vigile la coscienza civile che si invita al ricordo, allargare lo sguardo al di là del tragico esempio della Shoah, può essere un buon modo per onorare e mantenere in vita lo spirito della Giornata della Memoria.
Lo spettacolo “Dal Buio: un prologo e tre colori contro la desapareción” sceglie di occuparsi del sistema, solo in parte conosciuto, della desapareción, utilizzato sistematicamente durante la dittatura delle giunte militari in Argentina (1976 - 1983) per eliminare ogni forma di opposizione politica e sociale. Attraverso musica, immagini e testimonianze, esso ricalca il triangolo della violenza moderna: vittime, carnefici e spettatori, ruoli caratterizzati da scelte e caratteri drammaticamente ricorrenti attraverso l’orribile varietà delle catastrofi politiche più recenti. Figure e storie che sollecitano compassione e indignazione, svelano il volto ordinario del male, invitano al rifiuto del fatalismo raccontando le possibilità dell’opposizione e della resistenza.
Filippo Santoni de Sio
Il primo colore - ROSSO - le vittime - racconta una serie di storie tratte dal celebre romanzo di Massimo Carlotto “Le irregolari”: sono estratti liberamente rimescolati ma allo stesso tempo uniti dallo stesso tratto caratteristico: ciascuna sparizione fu improvvisa, tanto improvvisa quanto inesorabile nella propria conclusione. Che è la morte. La musica - “Improvvisamente” op. 2 - segue ogni fotogramma del racconto esaltandone il carattere lento e ossessivo, a tratti melodico e nostalgico, come riflesso della vita di tutti i giorni prima che, di colpo, ogni cosa prendesse una piega assai diversa.
Il secondo colore - NERO - i carnefici - è la drammatica confessione di Adolfo Scilingo, uno dei piloti dei “voli della morte”, e attraversa magicamente una serie straordinaria di stati emotivi: dall’incomprensione alla diffidenza, dallo sfogo alla liberazione. “Oblivion” è uno dei più celebri tanghi di A. Piazzolla, ed entra così di diritto all’interno dello spettacolo, anche se trasfigurato per cavalcare al meglio i crimini confessati.
Il terzo colore - BIANCO - la resistenza - è dedicato alle Madres e alla resistenza che nacque proprio in seno al quel periodo degli orrori. Un dialogo tra due madri e un figlio (hijos) per non dimenticare la storia scritta da coloro che ebbero il coraggio di dire no alle barbarie della dittatura.
“Dal Buio” è il secondo capitolo della Trilogia sulla Memoria che, insieme al Prof. nonché amico Filippo Santoni de Sio, sto curando per regalare al pubblico pillole di “memoria conoscitiva”, attraverso spettacoli che si muovono verso punti di vista nuovi. Come nel capitolo I (dal titolo “Primo e il pozzo”, sulla Shoàh, 2008), sarà il brano “Per non dimenticare” op. 1 per pianoforte e 2 violini a salutare la scena, come ideale filo conduttore musicale di un tema che mai dovremo smettere di interpretare.
Simone Zoja
Un canto di Natale
Libera trascrizione della novella di C. Dickens
Ebenizer Scrooge è un vecchio avaro...
...che vive con l’unico obiettivo di guadagnare più denaro possibile rifiutando affetti e buone azioni, cercando per sé solo potere e solitudine. Ma a sette anni dalla scomparsa del suo socio in affari, Jacob Marley (morto proprio la notte di Natale), Scrooge riceverà la visita del fantasma del collega defunto che gli presagirà la visita di tre spiriti. Scrooge si tufferà nei suoi ricordi, alcuni belli, altri nefasti, fino a intravvedere il suo tremendo futuro. Al termine del suo magico viaggio interiore Scrooge cambierà sé stesso e tutta la sua vita in quella che è universalmente considerata la più bella favola del Natale.
Orchestra d'Archi CONCEPT YOUNG ORCHESTRA